COMUNICATO DEL 16/10/2009

16/10/2012
ATOR PAL MONT – STAGIONE 2009
Manifestazione internazionale sulle migrazioni
“Migrazioni di uomini e di idee”
(16,17,18, 23, 24, 25 ottobre – 20 novembre)

 

RESOCONTO CONVEGNO 16 OTTOBRE “IL SACRO CONTAMINATO” – CENTRO BALDUCCI

Di Piazza e Forbice: “il sacro c’è quando c’è un’umanità sacralizzata” “Il sacro c’è quando c’è una umanità sacralizzata”. Con queste parole don Pierluigi di Piazza, ha ripreso e sviluppato in una efficace sintesi, il tema dell’anteprima del convegno sul “Sacro contaminato” dell’edizione 2009 di Ator pla mont che si è aperta venerdì 16 al Centro Balducci di Zugliano, promossa dall‘associazione Gentes. Ricollegandosi all’intervento introduttivo del giornalista Giampaolo Carbonetto sull’ambivalenza del termine sacro che nella storia è stato manipolato ed è servito a manipolare, Di Piazza si è definito “un laico umile credente dove la laicità è intesa come espressione che dovrebbe preservare dal clericalismo e dal laicismo“. “La sacralità – ha detto Di Piazza – è pericolosa e ambivalente se separa persone e situazioni. In nome della sacralità si rischia di essere meno attenti all’umanità Essa deve essere collocata piuttosto in un percorso non di contrapposizione pregiudiziale, ma di fede autentica“. “Gesù – ha concluso Di Piazza – è un laico che con la sua straordinaria umanità comunica il suo essere divino”. Sul rapporto tra sacralità, istituzioni e movimenti migratori si è soffermato invece Matteo San Filippo, docente di Storia moderna all’Università della Tuscia. San Filippo, in particolare, ha ricordato come “la storia delle migrazioni sia la storia dell’umanità”, basti pensare che a Roma nel 1519 la mobilità degli extracomunitari era pari a quella odierna. San Filippo ha ripercorso il legame tra sacralità, religione e chiesa dimostrando come quest’ultima, facendo un particolare riferimento alla storia degli Stati Uniti, da voce unica che stabiliva ciò che era o non era sacro, sia passata nel tempo ad amministratrice di servizi, di scuole, di ospedali, accentando il compromesso della naturale “contaminazione” della sacralità. Del ruolo svolto dai chierici nelle corti principesche ha parlato invece Flavio Rurale, professore associato di Storia moderna all’ateneo udinese sottolineando l’influenza degli ordini religiosi a corte, fino alla svolta sei- settecentesca che ha coinciso con la rivoluzione scientifica e la messa in discussione del libo sacro per eccellenza, la Bibbia. Ha concluso l’incontro di studio il noto giornalista Aldo Forbice che, riprendendo il tema iniziale della sacralità inteso come sacralità della vita umana, si è soffermato sulla pena di morte, con un excursus sugli orientamenti mondiali sul tema, dalla moratoria delle Nazioni Unite sui diritti umani, risalendo fino alla fondazione nel 1863 della Croce rossa internazionale, oggi riconosciuta in 194 paesi del mondo. “Ad oggi sono 139 i paesi che hanno abolito la pena di morte, retaggio antico presente addirittura fino a due anni fa nello Statuto del Vaticano”. Forbice ha ricordato come la valorizzazione dei diritti umani sia un argomento recente, sebbene vi siano ancora delle contrapposizioni terminologiche sull’uso della parola “umanitario” che ha una valenza positiva se intesa come “spazio umanitario” libero cioè da interessi politici e di parte, ma diventa una definizione ideologica quando si parla di “bombardamenti umanitari”. Forbice in particolare ha ricordato le violazioni della sacralità della vita umana nel mondo, citando paesi lontani come la Birmania (dove 70 mila bambini vengono arruolati) o l’Italia stessa con 50 mila donne infibulate, dove ogni giorno 5/6 mila bambine corrono questo rischio. Il convegno è stato quindi chiuso dal presidente di Gentes, Franco Rossi, che ha preannunciato la volontà dell’associazione di pubblicare gli atti dell’incontro di studio.

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